martedì 18 novembre 2008

Notizie Letterarie: la Naturalis Historia

Gaio Plinio Secondo detto il Vecchio - Naturalis Historia

Scrittore, scienziato, naturalista, erudito, acuto osservatore storico, Plinio detto il Vecchio nacque a Como nel 23 o 24 d.C. Dall'età di ventitre anni prestò il servizio militare in Germania, partecipando a campagne militari di confine sul cui argomento scrisse diversi trattati. Dopo la morte dell'imperatore Claudio (54 d.C.), condusse una vita appartata dedicandosi probabilmente a grammatica, oratoria e avvocatura. Poi con l'ascesa di Vespasiano, Plinio intraprese un'intensa carriera di procuratore imperiale, con numerosi incarichi di rilievo, tra i quali quello di prefetto della flotta imperiale di stanza in Campania, dove morì sotto l'eruzione del Vesuvio (79 d.C.) mentre era intento a studiarne il rarissimo evento.
Negli anni settanta Plinio scrisse l'opera naturalistica in forma enciclopedica che lo rese famoso: la Naturalis Historia. Terminata fra il 77 e il 78 d.C., composta di 37 libri (struttura a noi giunta), fu il risultato di anni di studio e di lavoro, summa delle conoscenze tratte da oltre duemila volumi redatti da autori diversi.
Tra i tanti argomenti della Naturalis Historia, dall'antropologia alla zoologia, Plinio fornisce informazioni preziose su piante odorose, alberi da frutto, agricoltura, apicoltura, orticoltura, piante medicinali, carni, pesci, servaggina, panificazione.
Plinio è insomma una miniera di informazioni sui costumi dei Romani e sui prodotti alimentari. Tra gli autori latini, dopo Columella, è forse quello al quale dobbiamo maggiori notizie sulle varie specie di olivo e vite (aariverà a classificare ben ottanta varietà di vitigni). Nel libro XIV della Naturalis Historia, diversi capitoli trattano l'argomento nei minimi dettagli: specie di viti, natura del suolo, ruolo del clima, tipi di vini conosciuti.

Secondo Gaio Plinio Secondo salute e longevità del corpo sono assicurate dall'assunzione del vino con funzione terapeutica, che se ne occupa internamente, e dal''uso di olii ed unguenti, che agiscono esternamente:

Duo sunt liquores humanis corporibus gratissimi, intus vini, fori solei, arborum e genere ambo precipui, sedo lei necessarius; nec segniter in eo vita elaboravit. Quanto tamen in potu ingeniosior fuerit, apparebit ad bibendum generibus centum octoginta quinque, si species vero aestimentur, paene duplici numero excogitatis tantoque paucioribus olei, de quo seguenti volutine dicemus.

Due sono i liquidi maggiormente graditi al corpo umano: per l'uso interno il vino, per quello esterno l'olio, entrambi prodotti importantissimi degli alberi; ma l'olio è necessario, nè l'uomo ha lesinato per lui l'impegno. Quando tuttavia egli siam stato più ingegnoso per il bere, si evincerà dal fatto che ha creato centottantacinque qualità diverse di vino, che diventano quasi il doppio, tenendo conto delle varie attività, mentre in numero molto più scarso sono le qualità d'olio, di cui parleremo nel libro seguente.

Naturalis Historia, XIV, 150.


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